Ci sono nuovi libri sulla scrivania, che mi ruberanno altro tempo. come il tempo di un esame andato a puttane, quello per fare qualcosa di più interessante, e quello per divertirmi in compagnia.
La centralina dell'audi mi deve aver lasciato, così tutto ad un tratto mi sono ritrovato in una strada conosciuta, nel bel mezzo della notte senza luci, frecce...
E mi sono ritrovato a pensare a quanto felice ero il giorno che abbiamo portato a casa la macchina nuova, compagna di mille avventure e di mille viaggi. Si è sempre felici quando per la prima volta si ha qualcosa di desiderato tra le mani... è così per la vita, l'amore o l'amicizia. Tutto sembra facile, tutto sembra una scoperta all'inizio... Mentre la macchina sfilava lentamente tra le strade di sempre, ho anche pensato a quanto è facile andare avanti se conosci la strada. Non occorrono frecce, non occorrono luci o tergicristalli... basti tu, la tua vista, e la tua voglia di andare avanti.
Si potrebbe parlare di strade della vita, di "tergicristalli e curve da drizzare", o forse semplicemente del fatto che in ogni rapporto c'è chi prende e c'è chi da...
Così mi è capitato di ritrovarmi solo a camminare, con l'illusione che ci fosse qualcuno a camminare con me, altre volte mi sono sentito solo in mezzo alla gente pensando di conoscere un qualcuno che si è rivelato essere nessuno, ma con la vecchia carretta di famiglia mi sono sentito curiosamente sicuro, tranquillo, protetto...
e mi sono trovato a domandarmi il perchè...
Ci sono persone che ti danno tanto, che ti accompagnano nelle strade insicure della vita, che spesso non devi nemmeno cercare, perchè loro in qualche modo trovano sempre te... e sei talmente abituato al sentirti cercato, benvoluto, protetto, che nemmeno ti accorgi di loro.
Vogliamo tutti la ferrari, vogliamo sentirci o vederci speciali, vogliamo avere qualcosa che nessuno ha... poi ci lamentiamo se il palco cade, sudiamo freddo se la ferrari non parte più, ripensando a tutto ciò che ci è costata, agli sforzi che abbiamo fatto per sentirci migliori.
Ieri parlavo con un amico deluso, preoccupato di non riuscire a fare la differenza, o forse solo di non essere riuscito a concigliare un'altra volta i propri sogni con la realtà. Ieri ho capito che forse sono cresciuto veramente, che ho finalmente imparato a dare importanza alle cose che meritano veramente i miei sforzi. Perchè non c'è futuro senza qualcuno accanto che ti conosce e che ti sa consolare, non c'è vita senza rischi, ne soddisfazioni senza paure.
E poi sei li, nella strada... nell'auto vecchia che ti porta in giro da anni, che non sarà poi così speciale, ma è tua!
E mentre guidi ti senti sicuro, perchè sai che un graffio non la potrà rovinare, perchè la conosci e sai che è un carroarmato, perchè l'hai vista più volte in difficoltà e ne è sempre venuta fuori.
E mentre guidi ti immagini nella stessa situazione al volante di una bella ferrari rossa appena acquistata, una di quelle che la gente si gira a guardare, una di quelle che ti fa stare semplicemente bene perchè è nuova, è bella, e fondamentalmente, come tutte le auto di una certa cilindrata, o come tutte le amicizie di una certa apparenza, sommamente inutile! E pensi a quanta paura avresti nella stessa situazione... avresti paura di strisciarla, di sbandare, ti faresti mille problemi perchè ci hai investito troppo...
Poi pensi anche che è buio, e che non c'è nessuno fuori a vederti passare con la tua Ferrari...
pensi che quando non c'è più nessuno a godere dei frutti dell'apparenza, ti ritrovi solo con un qualcuno che non è nessuno... e allora ti maledici per gli sforzi inutili che hai fatto per comprarti quella cazzo di ferrari, ti maledici perchè hai lasciato la vecchia via, forse meno emozionante ma più sicura e conosciuta per una nuova ed emozionante cazzata che ti regala un raro momento di sollazzo momentaneo...
Per ora non mi è ancora capitato di fare un tale errore, ne ho fatti parecchi, perchè i facili sorrisi attraggono sempre...
Ma la vita non è fatta di facili sorrisi, no... è una strada buia in cui tutto ti può capitare... ed è meglio sorridere con chi ti ha visto sorridere più di una volta e riesce a capire per che motivo stai ridendo senza bisogno di chiedertelo... che ritrovarsi in difficoltà alle prese con uno sconosciuto.
filtrato da Noiz alle 01:08 il martedì, 30 maggio 2006
Stavo bighellonando tranquillo tra un videolog e l'altro... quando incappo in codesto video... Geniale!
filtrato da Noiz alle 02:03 il sabato, 27 maggio 2006
Se c'è una cosa che mi ha trasmesso mio padre, oltre alla passione per l'arte, per la musica, e soprattutto per la storia e i romanzi storici, è il gusto per il sapore...
Ci riflettevo oggi, mentre mi gustavo contento un buon gelato fresco in una delle mie tante pause studio guardandolo sfogliare uno degli ultimi libri che si è comprato sui pittori del '400 italiano...
Ci riflettevo stasera, mentre mangiando asparagi e uova mi sono fermato ad analizzare il sapore del tocai italico che papà ha stappato per la serata, e mentre impazzava la discussione post-cena sugli yogurt!
Insulsa una discussione sugli yogurt... direte voi, certo... però è stata divertente...
in particolare noi figli rimproveravamo a mamma di aver acquistato dei maledetti yogurt Mila che nessuno mangiava... quando con qualche soldo in più poteva comprare degli yomo o qualche muller.
Come ipotizzava mia mia sorella molto intelligentemente, a guidare la scelta di un buon yogurt deve essere il sapore. I migliori alla fragola sono gli yomo, alla ciliegia i muller, all'albicocca e alla banana i lattebusche.
E devo dire che pure mia sorella in fatto di gusto la sa lunga, tanto che non ho potuto darle torto, io fiero sostenitore degli yomo che per l'occasione non ho esitato a tirare fuori tabelle e mappe sul consumo e il posizionamento di marca degli yogurt in modo da comprovare la mia teoria.
Che ci volete fare, ora come ora in famiglia funziona così... chi ne sa di più vince...
e se papà spingeva sulla qualità del latte, e mamma sul prezzo e l'estetica del barattolo (Santo dio come si fa... come si fa a guardare l'estetica di uno yogurt...) io e mia sorella abbiamo stretto una preziosa alleanza ottenendo che d'ora in poi si acquistino solo yogurt di una certa densità e omogeneità, che almeno vengono mangiati.
Vivo nella classica famiglia media che tira cinghia per arrivare a fine mese... ma in tavola non manca mai qualcosa di buono, un buon vino (e anche se papà è "intrallazzato" con la cantina di suo zio il mio preferito resta il grinton delle nostre campagne... quello che al terzo bicchierino già inizi a volteggiare...) e magari un qualcosa che proviene dall'orto vicino casa, dal macello di zia, o dal piccolo panettiere del centro.
Certo, la vita non è sempre semplice, e già da un pò ho imparato il significato del termine "rinuncia". Mi conosola il fatto che la tavola è sempre ben imbandita, il divano è comodo, la casa è ben riscaldata in inverno e decentemente raffreddata in estate. Spesso, specialmente in passato, quando ancora non ero abituato ai compromessi ho accusato i miei di avere tanta di quella terra da poter vendere che ci avrebbe potuto far vivere da signori, abbiamo campi, piccoli appezzamenti edificabili, e due case da poter buttare giù e ricostruire... ma i miei mi han sempre risposto con un "Non possiamo vendere qualcosa che i nostri genitori hanno comprato con il sudore della fronte per il solo fatto che non riusciamo ad andare avanti, faremo a meno di qualcosa oggi e compreremo qualcosa di più domani!" ... la maledetta morale che piano piano ho iniziato a comprendere e a rivalutare. D'altronde di lavoretti ne ho fatti un pò di tutti i tipi, dal cameriere al lavapiatti, dall'operaio al magazziniere, dal pizzaiolo al assistente gallerista e se c'è qualcosa che ormai ho ben compreso, è la difficoltà di aprire il portafoglio quando sai che quei miseri foglietti di cui stai per privarti ti sono costati fatica.
Penso spesso di odiare questo posto, perchè i prati verdi e le terre chiare, i fiori e gli alberi rigogliosi non possono offrire sogni ad un giovane che vuole vivere esperienze travolgenti e significative. La calma e la pace che si respira in questi posti è stata l'ideale sfondo per la mia infanzia, un'infanzia felice, ricca di avventure tra fossi, laghetti, guerre tra le pannocchie, partitelle a calcetto e lotta sulla sabbia con mio cugino...nonchè tantissimi nascondigli dove crearsi una propria base segreta.
Tanta aria aperta, tante serate a guardare le stelle e tantissimo spazio per giocare. Si, come dico spesso credo che questo sia un ottimo posto per crescere dei figli, e se mai dovessi averne, è qui che tornerò per crescerli.
Ora però continuo a sognare le mille possibilità della città, le mura grigie colorate di murales, un appartamento piccolo che mi permetta di dire a me stesso "ehi, non sarà molto ma è tutto mio..."
continuo a guardare le pagine di un sacco di mostre che qui non potrò vedere, film che ritraggono spazi dalle forme curiose che non ho mai conosciuto, locali affollati di un sacco di gente che fa discorsi arguti e che non si limita alla mediocrità che spesso leggo nei discorsi dei miei coetanei che vivono da queste parti, uomini in giacca e cravatta che si scopano una tizia diversa ogni sera (azz, questa m'è scappata!)... persone che sono interessate a quello che dici perchè lo capiscono, e che se dici "pubblicità, moda, comunicazione" non ti guardano come se stessi parlando degli enigmi della Sfinge o della stele di Rosetta.
Beh... torno a studiare...
filtrato da Noiz alle 21:45 il mercoledì, 24 maggio 2006


