Stanotte ho l'irresistibile voglia di uscire e mettermi ad urlare quello che ho visto, quello che vedo ogni giorno... mentre cammino tra la gente, mentre parlo con i miei coetanei o li osservo stranito, incazzato, il più delle volte senza capire.
Oggi leggevo il giornale mentre ero in coda dal dottore, leggevo l'ennesimo articolo sulle "vite buttate" dei giovani d'oggi, quelli della net generation, quelli che "manca qualcosa", leggevo e ritrovavo tanti miei pensieri... quei pensieri che ti caricano di una rabbia sorda mentre senti certi discorsi, quelli che ti mettono in subbuglio il cervello, nel constatare che, dopotutto, siamo una generazione troppo silenziosa, una generazione che ha un grossissimo potenziale, ma non lo sfrutta...
L'altro giorno li ho visti, i miei coetanei... davanti ad un palco, saltavano, cantavano, erano vivi, forti, erano espressione di forza allo stato puro.
Riflettevo, oggi... forse manca davvero la miccia a questa generazione... una forza che riesca a tirare fuori quelle individualità che potrebbero colorare il mondo di significati nuovi e abbattere quel grigio che spesso ci rovina dentro.
Alle volte il tempo ci fa dimenticare quelle che sono le nostre passioni, i nostri sogni, quella parte di noi che forma le nostre ambizioni, i nostri desideri, e ci da la carica dando un senso al tutto. Spesso ci lasciamo imprigionare dalla monotonia che ci circonda, dalla routine o dalle opinioni di coloro che preferirebbero il cazzeggiare al fare qualcosa di utile per una società sempre più in mano ai vecchi... stanchi e spesso corrotti da un mal di vivere che nemmeno la memoria riesce a cancellare. Spesso ho visto ragazzi nascondersi dietro un "non so" che sa di marcio, tra impegni fatiscenti e responsabilità fasulle pur di non prendere in mano la propria vita e farne qualcosa più utile per tutti, ed ho avuto a che fare con quella sensazione... quella di chi involontariamente si è lasciato trascinare dagli eventi, quella di chi non è mai stato pronto, quella del "vorrei ma non so da dove iniziare..."
In questi giorni mi sono chiesto troppe volte come poter parlare al mondo esterno, cercando di trasmettere a quante più persone quello che sento. Poi mi sono ricordato di questo posto...
Non amo fare grandi promesse, ma io ci provo... forse la risposta è proprio qui, nei nuovi mezzi che abbiamo rispetto alle altre generazioni e che cavolo... sappiamo usare meglio di chiunque altro. Sono stanco di stare zitto a guardare, perchè se ci hanno insegnato che per i più grandi il silenzio è pace, allora io dico che per noi, la parola è vita.
Dedicato ai miei compagni d'avventura, e a chi crede in un mondo diverso, migliore.
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filtrato da Noiz alle 02:09 il mercoledì, 13 settembre 2006

