Non è facile vederti giù

Oggi mi sono sentito ancora una volta "sbagliato"... per la prima volta ho fatto finta di non vederti.
E stavo li, fermo allo stop.
Volevo tornare indietro, volevo girare dall'altra parte, avrei fatto qualunque cosa pur di non vedere ancora una volta il tuo viso in un'espressione affranta.
E' successo così, d'improvviso, come al solito... non ero pronto a misurare le mie emozioni ancora una volta... contegno, contegno, contegno... non ce l'ho fatta...
in qualche modo ho avvertito ancora una volta il duro contrasto del mio sorriso deciso, della mano ganza  fuori dal finestrino, della musica che suonava forte in macchina che ho impulsivamente abbassato rendendomi conto solo dopo qualche minuto di ciò che avevo fatto.
Non è facile per te stare su, lo so, e sembra quasi che tutti te lo chiedano. Mi saluti per la prima volta dopo due mesi con un accenno meno forzato, io ti rispondo sbracciandomi, quasi a nascondere l'imbarazzo che provo... quasi a far finta che dopotutto sia tornato tutto alla normalità, che non sia successo niente in questi ultimi mesi, che il vederti cambiare non mi sia costato qualche lacrima.
Corro, scappo...  controllo la rabbia che ho dentro premendo gli occhiali da sole contro il volto, in qualche modo devo sfogarmi, ma non voglio dare la fottuta soddisfazione a queste lacrime di scendere, se ne devono stare li, incastrate tra l'occhiale e il mio viso, non devono rovinare nemmeno per un attimo l'espressione felice che ultimamente mi si è dipinta in faccia. Sai, ho imparato proprio bene la parte dell'egoista.
Alzo la musica, spero come sempre che copra i miei pensieri, mai una volta che il trucco funzioni... maledizione...
Come scordare il nostro ultimo dialogo, io che mi sforzavo in ogni modo di farti parlare e tu che rispondevi a forza. Come scordare la tua espressione dura, composta, talmente falsa che non credevo potesse appartenere a te. Come scordare quel preciso momento in cui ho deciso di fingere per te.
Ti ripenso li, sul ciglio della strada, tu che mi aiutavi ad andare avanti, che mi invitavi a crescere e a vedere le cose da un'altra prospettiva, tu che sorridevi...
e non lo sopporto, e mi sento colpevole, ancora una volta, perchè sento di non essere riuscito a starti vicino in questi mesi di silenzi, e penso che mentre io cerco il modo più divertente per passare il tempo tu sei impegnato a sobbarcarti la responsabilità di una famiglia sfiancata dal dolore, perchè continuo ingenuamente a fantasticare sul futuro quando il futuro a te è stato rubato, perchè ho provato un sacco di volte a scriverti, ma non ci sono riuscito. Avrei dovuto provare di più.

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filtrato da Noiz alle 02:59 il mercoledì, 17 maggio 2006

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