In questi giorni mi sto torturando... si perché sono sempre stato abituato a dedicare molto tempo agli altri. L'ho sempre fatto naturalmente, come se non ci fosse niente di più sereno che utilizzare buona parte della mia giornata per veder star bene la gente che mi circonda. Ora non è più così facile. Se riguardo lentamente gli ultimi cinque anni, mi sembra di aver concluso davvero poco. So fare molte cose, che se mi impegno vengono fuori proprio bene. Il punto è... che posso dire di aver fatto felici molti, ma non sono riuscito a fare felice me stesso.
Ok, lo ammetto, a volte non riesco a starmi dietro nemmeno io. Vado talmente veloce che rimango sempre indietro. Ieri pensavo quello che sto per scrivere ora, e infatti lo scrivo oggi, domani probabilmente sarò talmente impegnato che ciò che sto pensando ora non lo leggerà mai nessuno. Ritardi su ritardi, momenti che fuggono e che non tornano. Così mi sono ritrovato a riflettere sul significato della "prova"... Ogni giorno tutti siamo chiamati a prenderci delle responsabilità, a fare delle scelte. Ci chiediamo come utilizzare il nostro tempo, quel minuto che in un attimo passa, quel secondo che è sempre "troppo poco"... Per non parlare di quei momenti in cui le decisioni non sono "vado a giocare a calcetto" o "mi riposo sul divano", ma spesso vanno a scontrarsi con quella massa informe di desideri, speranze e sogni che costituiscono il nostro futuro. E li sono cazzi...
Si perchè non basta un attimo per decidere, non basta un giorno, e forse nemmeno una vita... e dirlo a noi stessi è dura. L'ora della prova arriva, e ci troviamo spesso nudi ad affrontarla. E' un momento di estrema fragilità in cui ti ritrovi a fare i conti con la paura di sbagliare e il restare nella tua mediocrità...
L'altro giorno con un amico ci si domandava cosa ci fa crescere... gli anni, il tempo che scorre, il tempo che dedichiamo a vivere in maniera attiva? Personalmente credo proprio che siano le prove che ogni giorno affrontiamo a farci crescere, e più ne affrontiamo, più cicatrici possiamo vantare, più esperienze affrontiamo, più intelligenti ed "esperti di vita" diventiamo. Dopotutto ad ognuno di noi è capitato di arrivare a quel momento in cui diciamo "E adesso cosa faccio?"... Allora o ci si resta a crogiolare tra un "se" e un "ma"... oppure si prende una scelta alla luce di tutto ciò che è stato, senza rinnegare il passato, ma utilizzandolo per prendere una decisione migliore per il futuro. E io la mia decisione l'ho presa e mi gioco ora le mie carte... certo, mi si potrà sempre dire che il futuro è incerto per definizione, ma il mio obiettivo, ora come ora, è costruirmi un futuro più certo.
filtrato da Noiz alle 12:30 il lunedì, 15 maggio 2006

